La grande bellezza … dietro la grande crisi di coppia


Vi siete mi chiesti quale sia il vero veleno della crisi di coppia? per me è l’illusione.

Ho visto più volte il film La grande bellezza di Sorrentino, l’ultima è stata pochi giorni fa e per qulche motivo mi è venuta in mente la crisi di coppia. Non sapevo perchè avevo fatto questo “salto”; poco dopo ci sono arrivata.

Quando si pensa alla crisi di coppia vengono spesso in mente tradimenti, crisi finanziarie o lavorative, lutti nelle famiglie di origine che vanno a smuovere “tragicamente” gli equilibri di coppia.

Un po’ come se la crisi fosse connessa a uno o più eventi eclatanti. Ma c’è qualcosa di più forte, di più sottile che ha poco di eclatante ma un gran potere di disruggere.

Penso che sia l’illusione; come un pesante tappeto coloratissimo e polveroso che copre una profonda voragine dentro la quale non si vuole guardare.

In quelle feste romane trash c’è l’illusione di essere felici; in quei balletti grotteschi c’è il raccontarsi che quella sia la vita che davvero ci si è scelti e da cui in qualche modo si trae piacere.

Quei balletti sono una rappresentazione, secondo me perfetta, di ciò che porta alla crisi di coppia; il fare finta che emozioni come la paura, la rabbia, il senso di inadeguatezza, la costatazione di un fallimento ecc che a volte nella coppia si vivono non ci siano. E così li nascondiamo dietro a viaggi, cene fuori, feste di famiglia e altri teatrini (o trenini). Un po’ come se il vedersi in quei contesti fosse una sorta di prova oggettiva dell’essere una coppia.

Mi viene in mente una paziente che ho seguito tempo fa. Eleonora (il nome è chiaramente di fantasia) stava con il suo compagno da anni. Non lo amava più ma non riusciva a lasciarlo. I primi tempi arrivava alle sedute dicendomi che però in fondo in fondo forse non stavano così male insieme; lui le prendeva ogni mattina i bomboloni caldi e il weekend andavano insieme in vari risoranti etnici sparsi nella regione. Questo fino a quando Eleonora non si rese conto che quelle cene e quei bomboloni erano gli unici momenti di apparente piacere. Una sorta di “droga” che dava un piacere momentaneo (“è piacevole stare insieme a cena”) e, cosa più grave, l’illusione che quel piacere potesse durare. Senza quei momenti avrebbero dovuto prendere atto che sotto il tappeto c’era una voragine.

Finisce tutto così, con la morte. Prima però c’era la vita, nascosta dal bla bla bla

Jep Gambardella

Come ogni dipendenza però a un certo punto la “dose” non inebria più come prima, occorre alzare l’asticella. Fino a quando resterà solo la dipendenza senza il piacere.

Vedo coppie in “overdose di illusioni” trascinarsi nel mondo…perchè se le le vedessi in studio sarebbe già perchè provano a dirsi che c’è un problema. Ma a volte dirsi che c’è un problema fa troppa paura….così meglio continuare con i bomboli, le cene e le feste vista Colosseo con trenino.

Ne La grande bellezza, l’evoluzione diventa possibile solo nel momento in cui ciascuno riesce a prendere il coraggio di guardarsi dentro e fare i conti con il dolore, con la rabbia, la tristezza, il fallimento. Ed è da quel momento che le persone possono ricominciare a vivere alla luce di chi sono veramente.

È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore, il silenzio e il sentimento, l’emozione e la paura… Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza.

Jep Gambardella

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