La sindrome della Crocerossina: riconoscerla per evitarla nella coppia.


La sindrome della crocerossina: una faccia della dipendenza affettiva nella coppia

Continua il nostro viaggio nei meandri della dipendenza affettiva nella coppia; stavolta parliamo della co-dipendenza, per gli amici la sindrome della Crocerossina. Sebbene si senta parlare sempre di più di questa “sindrome” connessa alla dipendenza affettiva, ancora se ne parla poco. Nonostante quindi la curiosità sempre maggiore per le dipendenze affettive, c’è ancora poca propensione a contattare le emozioni che ci sono alla base.

La sindrome della Crocerossina, si riferisce a una dinamica di dipendenza affettiva molto diffusa e molto invischiante in cui una persona, si illude (perchè di illusione si tratta) di “salvarne” un’altra in stato di bisogno così mette in atto meccanismi “salvifici” che creano una spirale distruttiva non solo per la coppia ma sopratutto per sè stessi.

Cosa porta ad entrare nel tunnel della co-dipendenza? Abbiamo capito che il co-dipendente si lega a chi ha bisogni di aiuto. La calamita che attira il co-dipendente sta proprio nella condizione di bisogno in cui si trova l’altro, per questo si parla di sindrome della Crocerossina. In queste persone, c’è l’illusione salvifica che grazie al proprio amore la persona guarirà. C’è dunque una vittima che deve essere salvata e un salvatore.

Tuttavia, le persone molto sofferenti che chiedono di essere aiutate, spesso si caratterizzano, per tratti di personalità disfunzionali che è quasi impossibile modificare grazie al solo aiuto del partner; anzi, siccome le caratteristiche di personalità e comportamenti disfunzionali come la dipendenza nascono comunque come una risposta, seppure patologica, a un bisogno di qualche tipo (per non sentire il dolore, per illudersi di avere il controllo ecc), è altamente probabile che tali comportamenti continuino a manifestarsi nonostante gli sforzi del partner.

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Buona lettura

 

La Co-dipendenza

Prosegue

 

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